Perché sentiamo spesso parlare di sostenibilità legata al mondo della supply chain?
Proviamo a rispondere a questa domanda in questo articolo
Sostenibilità
Perché sentiamo spesso parlare di sostenibilità legata al mondo della supply chain?
Proviamo a rispondere a questa domanda in questo articolo
La supply chain, per definizione, è un processo interconnesso che coinvolge fornitori, aziende e operatori di servizi, tutti impegnati a collaborare per creare o assemblare un prodotto o fornire un servizio. Questo processo copre ogni fase, dalla produzione iniziale fino alla distribuzione e vendita finale, attraversando i vari canali necessari per portare il prodotto ed offrire il servizio al consumatore.
La sostenibilità si inserisce in ogni fase della supply chain. Si tratta infatti di un processo integrato presente in tutte le fasi della catena.
Gestire la catena di fornitura in modo sostenibile significa considerare attentamente i suoi impatti ambientali, sociali ed economici, promuovendo pratiche di governance responsabile attraverso la valutazione dell’intero ciclo di vita di beni, prodotti e servizi.
Una gestione sostenibile della supply chain ha l’obiettivo di aumentare il valore sociale, ambientale ed economico a lungo termine dei prodotti e dei servizi, garantendo benefici per tutti gli stakeholder coinvolti e favorendo una transizione giusta e trasparente. Le aziende che riescono a integrare in modo efficace parametri ESG nelle proprie strategie, specialmente lungo la catena di approvvigionamento, non solo si adeguano alle emergenti normative, ma creano anche maggior valore a lungo termine.
Esiste infatti una correlazione positiva tra l’adozione di pratiche sostenibili, come quelle legate ai fattori ESG, e le performance aziendali nel tempo. Le imprese e organizzazioni che implementano pratiche ESG all’interno della catena di approvvigionamento possono migliorare la loro competitività, ridurre i rischi di non adeguamento e garantire una maggiore resilienza economica.
Le normative ESG, tra cui l’imminente NIS2, la CBAM e la CSRD, unite alla crescente attenzione verso la tracciabilità e la trasparenza e agli incentivi della transizione 5.0, stanno già esercitando un impatto significativo sui modelli di supply chain, sui processi logistici di approvvigionamento e, più in generale, su tutti i processi industriali e aziendali. Questa tendenza non solo continuerà a intensificarsi, ma ridefinirà profondamente il modo in cui le aziende gestiscono le loro operazioni.
L’impatto ambientale, le condizioni di lavoro e il contributo sociale diventano quindi elementi discriminanti nella scelta del fornitore, rendendo la supply chain un’estensione della strategia di sostenibilità dell’impresa stessa. La prospettiva del fornitore come parte integrante della catena del valore implica che un’impresa non si limiti a considerare solo i criteri tradizionali, come rapporto qualità/prezzo, livello di servizio e qualità, nella scelta dei propri fornitori. Al contrario, essa si assume la responsabilità dell’impatto che i fornitori stessi hanno su persone, società e ambiente, integrando questi aspetti nella valutazione complessiva.
Sarà quindi necessario considerare un ventaglio più ampio di parametri, come la riduzione delle emissioni, l’uso di materiali riciclati o eticamente prodotti, e l’impatto sociale delle attività aziendali. Questo cambiamento implicherà una maggiore collaborazione e condivisione di informazioni lungo tutta la filiera, stimolando un approccio più integrato, sostenibile e soprattutto di trasparenza, essenziale per garantire la competitività a lungo termine.
Questa trasformazione non andrà ad influire solo sui fornitori, ma anche nel modo di percepire e di scegliere dei consumatori, i quali,sempre più consapevoli e sensibili alle questioni ambientali e sociali, si aspetteranno sempre più prodotti e servizi sostenibili, realizzati con un utilizzo responsabile delle risorse naturali. Non si tratta più solo di scegliere un prodotto per il suo prezzo o la sua qualità, ma di valutare anche l’impatto che la sua produzione e distribuzione ha sull’ambiente e sulla società.
In questo contesto, le imprese si trovano di fronte a una sfida cruciale: adeguarsi rapidamente a queste nuove aspettative per non perdere la fiducia del mercato. Le aziende che riusciranno a rispondere meglio e più velocemente a questa evoluzione otterranno un vantaggio competitivo significativo. Saranno premiate non solo per la loro capacità di offrire prodotti sostenibili, ma anche per l’impegno nel costruire relazioni trasparenti e responsabili con dipendenti, fornitori e stakeholder.
In un mondo sempre più orientato verso la sostenibilità, chi saprà interpretare e soddisfare queste nuove esigenze avrà l’opportunità di consolidare la propria posizione e guadagnare la fiducia a lungo termine di consumatori e partner.
Fonte: Webinar “Il ruolo del digitale e dell’IT nella sostenibilità” – Osservatori Digital Innovation