Dalle misure Industria 4.0 alla 5.0 cosa cambia?
“C’è un forte bisogno di passare alla 5.0 come catalizzatore per la sostenibilità e la digitalizzazione delle imprese” secondo Manuel. Ma qual è il legame tra digitalizzazione e sostenibilità? Più un’azienda è digitalizzata, più è incline a intraprendere la transizione ecologica.
Il decreto del 2 marzo 2024 definisce il percorso per la transizione digitale ed energetica delle imprese italiane. Questo provvedimento, in linea con le decisioni del Consiglio dei Ministri, si basa sia sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sia su direttive provenienti dall’Unione Europea. La notizia che il piano accoglie tutte le imprese, indipendentemente dal settore o dalle dimensioni, sottolinea ancora di più l’importanza e l’ampia portata del decreto.
Le linee guida sono stabilite, i beneficiari e i programmi sono chiari; ora è solo questione di mettersi in gioco,” afferma Manuel con determinazione, pronti ad affrontare con vigore le nuove sfide e le opportunità che emergeranno con l’approvazione del decreto attuativo, atteso a breve.
Ma non si può parlare di transizione digitale senza prendere in considerazione l’efficientamento energetico. Ridurre i consumi energetici rappresenta un passaggio essenziale per avanzare verso la transizione 5.0. Dal punto di vista consulenziale, dovranno individuare i giusti partner che le accompagnino con competenza nel difficile iter per la presentazione delle domande. Il processo inizierà con la raccolta degli investimenti, seguita da una certificazione e una comunicazione preventiva al GSE (Gestore Servizi Energetici). Quest’ultimo agirà come consulente in conformità alla normativa vigente. La valutazione della riduzione dei consumi energetici sarà basata sul bene strumentale, materiale o immateriale.
L’Esperto in Gestione dell’Energia (EGE) rilascerà un’attestazione energetica certificata, la quale dovrà evidenziare una riduzione energetica non inferiore al 3% rispetto al nuovo macchinario installato. In base alla percentuale di riduzione dei consumi certificata, l’azienda potrà beneficiare di un’aliquota di riferimento specifica.
Una formazione specifica sui macchinari e sulla transizione digitale ed ecologica sarà estremamente importante e potrà coprire fino al 10% dell’investimento totale “Credo che sia la norma più complicata ad oggi che sia stata mai decretata prima “afferma Manuel. Un altro step, dopo la realizzazione dell’investimento, prevede una comunicazione periodica al GSE, seguita da una certificazione ex post. Dopo aver completato la verifica dell’attestazione energetica, è necessario compiere un ulteriore passo: tramite una perizia accurata, si controllerà che le interconnessioni e l’integrazione siano presenti nei beni. Anche questa attività dovrà essere allegata e comunicata al ministero. Eseguiti tutti questi passaggi, salvo la fine dell’investimento, l’impresa potrà utilizzare in un’unica quota tutto il credito d’imposta.