NIS2 e Supply Chain: gestire il rischio con Chain Zero

Cybersecurity

In questo secondo capitolo dedicato alla Supply Chain Security, proseguiamo l’analisi sulla NIS2 avviata nella prima parte.

Con il supporto degli esperti Niccolò Calzi, Business Specialist Cybersecurity di Credemtel e Alessandro Molari, CEO di Cyberloop, vedremo come passare dal monitoraggio passivo alla governance attiva attraverso la remediation

Gestione del rischio e remediation: il processo operativo

La vera forza di Chain Zero è il passaggio dal semplice monitoraggio alla governance attiva.

Ma cosa succede quando viene rilevata una vulnerabilità?

Non appena il sistema identifica una criticità in un fornitore strategico, si attiva un Action Plan. Internamente, l’azienda può definire scadenze, priorità e assegnatari per ogni attività di mitigazione. Il processo non è più solo una segnalazione, ma un flusso di lavoro tracciato.

In questa fase, il rapporto con il fornitore cambia: non è più una verifica subìta, ma un’opportunità di miglioramento per entrambi. Come spiega Niccolò Calzi (Credemtel):

“Questo strumento permette alle aziende di guardarsi allo specchio. Un fornitore può monitorare la propria postura di sicurezza per capire esattamente come viene percepito dai suoi clienti, specialmente quelli soggetti alla normativa NIS2. È un modo per prevenire criticità contrattuali e presentarsi sul mercato con una certificazione di affidabilità che gli altri non hanno.”

Dalla segnalazione alla collaborazione: la Remediation

Chain Zero non si limita a indicare il problema, ma fornisce indicazioni pratiche per la risoluzione. Questo trasforma il rapporto con il fornitore:

“Non è più un mero controllo ispettivo, ma una collaborazione per la resilienza comune. Per le aziende meno strutturate, Credemtel e Cyberloop offrono un servizio ‘chiavi in mano’ dove gli specialisti gestiscono la soluzione per conto del cliente, intervenendo solo quando necessario.” Alessandro Molari.

FAQ: risposte veloci sulla gestione dei fornitori

Implementare una strategia di monitoraggio non è solo una scelta tecnica, ma un pilastro della continuità del business. In questa sezione Q&A, facciamo chiarezza sui concetti fondamentali della Supply Chain Security e su come gli strumenti di automazione possano semplificare la conformità normativa

Perché è necessario monitorare i fornitori h24?

Perché le minacce informatiche sono dinamiche. Un fornitore sicuro a gennaio può essere compromesso a marzo; solo un monitoraggio continuo permette di reagire prima che l’attacco si propaghi verso l’azienda principale.

Cosa si intende per “rischio di terza parte” nella NIS2?

È il rischio che una vulnerabilità o un attacco informatico colpisca un fornitore esterno, compromettendo la continuità operativa, i dati o la sicurezza dell’azienda cliente. La NIS2 impone che tale rischio sia attivamente gestito.

Quali sono i vantaggi del monitoraggio automatizzato Chain Zero?

  • Cost Saving: sostituisce più soluzioni frammentate (CTI e Supply Chain) in un’unica piattaforma.
  • Oggettività: valutazioni basate su regole AI e non sulla sensibilità umana.
  • Visibilità Totale: mappatura dei subfornitori (quarta parte) e delle tecnologie vendor (Mitre System of Trust).

Cosa richiede la NIS2 in tema di Supply Chain Security?

La direttiva impone un assessment di governance e rischio conforme ai requisiti europei, obbligando le aziende a mappare non solo i fornitori diretti, ma l’intera catena di interdipendenze tecnologiche per garantire la resilienza operativa.

Alessandro Molari – CEO Cyberloop

Niccolò Calzi – Business Specialist Cybersecurity Credemtel

I servizi Credemtel coinvolti nel processo sono: