Un dipendente lavora da una casa al mare connesso al Wi-Fi domestico, un altro risponde alle email dallo smartphone mentre aspetta un volo in aeroporto, un terzo usa il proprio computer personale per dare un’occhiata veloce al gestionale aziendale. Oggi, per violare i dati sensibili di un’azienda, a un cybercriminale non serve più scardinare i server centrali. Gli basta rubare l’identità digitale di uno solo di questi collaboratori. È il grande punto debole della flessibilità operativa: una superficie d’attacco invisibile che si spalanca proprio quando gli uffici si svuotano e le difese si allentano.
In questo scenario, la minaccia più critica e silenziosa non è rappresentata dai classici attacchi visibili che bloccano l’operatività di colpo. Il vero pericolo del momento sono gli Infostealer: malware progettati non per cifrare i sistemi e chiedere un riscatto (come i tradizionali ransomware), ma per sottrarre informazioni aziendali in modo del tutto invisibile.