Dalla necessità di una comunicazione smart per una filiera più veloce, alla scelta di App MyNet: ottimizzare i processi decisionali e informativi

Case studies

Una rete estesa di viticoltori, vinificatori e agricoltori che collaborano con le multinazionali del settore per portar un’eccellenza vitivinicola tutta italiana sul mercato: questo è il Consorzio dell’Asti DOCG. Ma come garantire una comunicazione efficace e immediata tra tutti gli attori della filiera?

La necessità di un formato di comunicazione smart e immediato nasce dall’esigenza di ottimizzare i flussi informativi, accorciare la filiera e accelerare i processi decisionali, evitando dispersioni e inefficienze. Ma la sfida non riguarda solo gli associati: anche soggetti esterni devono poter accedere facilmente alle informazioni per monitorare l’uso dei fondi, comprendere le strategie di valorizzazione del prodotto e restare aggiornati sulle iniziative del Consorzio. Una sfida ancora più cruciale considerando la dimensione internazionale del Consorzio, con oltre il 90% della produzione destinata ai mercati esteri. Serviva quindi un modello comunicativo rapido, strutturato e centralizzato, capace di raccogliere in un’unica piattaforma tutte le informazioni e le interazioni, migliorando la trasparenza e l’efficacia delle attività

Questa era la situazione di Consorzio dell’Asti DOCG, ente che tutela, promuove e valorizza la denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) dell’Asti e del Moscato d’Asti. Il Consorzio unisce tutti i membri della filiera produttiva della Denominazione di origine Controllata e Garantita “Asti”: dai viticoltori singoli o in forma associata, ai vinificatori, fino alle case spumantiere ed agli imbottigliatori.

“Serviva un formato comunicativo smart, una scorciatoia per avvicinare le persone della catena di filiera e accelerare lo scambio delle informazioni”

— Giacomo Pondini, Direttore Consorzio Asti Docg

APP MYNET: LA SOLUZIONE

L’app Mynet di Credemtel consente di fornire a tutti gli stakeholder del consorzio uno strumento di facile fruizione sui loro device personali che in maniera facile e intuitiva veicola informazioni e gestisce operatività amministrativa che precedentemente richiedeva un pesante effort in tempi di tempo ed efficacia comunicativa.

Mynet è uno strumento altamente personalizzabile che consente di coordinare i contenuti con le immagini, loghi e valori del Consorzio integrabile con i sistemi gestionali del cliente che, attraverso il back office amministratore, è in grado di gestire e monitorare l’attività con gli utenti.

L’ADOZIONE DELLA SOLUZIONE

Il Consorzio ha avviato una prima fase di introduzione della soluzione App Mynet attivando i moduli bacheca e armadietto intuendo la flessibilità di adattamento dell’applicativo a quanto necessario alla propria struttura consorziale.

L’implementazione dell’app è stata completata a fine 2024, con una successiva fase di divulgazione e invito all’utilizzo ai consorziati conclusa a inizio 2025. Il processo ha richiesto la raccolta e l’organizzazione di contatti da diverse fonti per massimizzare la copertura dell’iniziativa.

In questa prima fase, la diffusione di contenuti si è concentrata sulle attività che sta svolgendo il consorzio. I prossimi passi sono relativi alle informazioni su circolari, partecipazioni a fiere e convocazioni per le assemblee.

La scoperta di MyNet è avvenuta grazie ad un contatto con la rete commerciale di Credemtel che ci ha descritto il potenziale dell’applicazione nella specificità del mondo consorziale vitivinicolo. Il Consorzio, che include nove cantine cooperative, ha riconosciuto il potenziale di MyNet come soluzione scalabile e adattabile al proprio sistema

Giacomo Pondini, Direttore Consorzio Asti DOCG

La soluzione: i benefici riscontrati

Mynet punta a diventare lo strumento principale di scambio di informazioni fra le persone del Consorzio Asti Docg in stile social con velocità ed efficacia. L’app risulta di grande utilità anche per l’invio dei solleciti e nel sistema di fatturazione. Una delle funzioni particolarmente gradite dal comparto amministrativo è la compilazione dei vari moduli burocratici operativa sul modulo armadietto che peraltro possono essere inviati a mezzo app raccogliendo la  presa visione per avere certezza di ricezione.

“Avere uno strumento che raggruppi le ns comunicazioni e le azioni che andremo a fare o abbiamo gia’ fatto evita il pericolo di dispersione dei dati perchè i ns associati e le persone che interagiscono con il consorzio trovano tutto nello in un unico strumento. E’ semplice e diretto perché, ad esempio, se un agricoltore si sveglia e vuole sapere cosa sta facendo il consorzio trova tutto li ”

“Non è una PEC ufficiale ma aiuta molto nell’avere contezza delle persone raggiunte dai nostri contenuti”

Nicola Aiassa Amministrazione Consorzio Asti Docg

LA SOLUZIONE: SVILUPPI FUTURI E NEXT STEPS

La direzione del Consorzio, dopo un primo sondaggio del gradimento dell’iniziativa, ritiene di potere estendere l’utilizzo, ad esempio, alla comunicazione di partecipazioni a fiere ed eventi come il Vinitaly, alla degustazione di giornalisti e personalità per proporre ai consorziati l’invio di campioni e dei modulo di adesione, ai reminder delle scadenze delle quote di contribuzione, ecc.Pur continuando a privilegiare la partecipazione assembleare degli associati in un confronto diretto e’ in analisi una sperimentazione per perlustrare anche potenziali sviluppi su votazioni on line o sondaggi.La forza dell’app concentrata sulla comunicazione fluida con la filiera potrà aprire scenari di comunicazione anche per chi non e’ legato alla filiera esterno all’organizzazione.L’uso di app MyNet, infatti, potrebbe essere esteso a soggetti terzi per valorizzare ulteriormente la promozione dell’Asti DOCG con il coinvolgimento degli appassionati del prodotto, creando una community diretta con i consumatori e gli amanti dell’Asti DOCG.

Chi è Consorzio

Il Consorzio unisce tutti i membri della filiera produttiva della Denominazione di origine Controllata e Garantita “Asti”: dai viticoltori singoli o in forma associata, ai vinificatori, fino alle case spumantiere ed agli imbottigliatori. Il suo obiettivo è promuovere, valorizzare e tutelare la Denominazione di origine.

L’evoluzione della Denominazione di Origine “Asti” è fatta di tradizione ed innovazione, di agricoltura ed industria, di passione e sacrificio: elementi che hanno fatto la storia della spumantistica italiana.

Già nel 1511, troviamo riferimenti scritti dell’uva “Muscatellum” e nel 1597, sono richieste talee di Moscato alla comunità di Santo Stefano Belbo da parte del duca di Mantova. Ma è Carlo Gancia, nel 1865, ad apprendere le tecniche di spumantizzazione durante un periodo vissuto nello Champagne, ed applicarle nella sua azienda di vini a Canelli, utilizzando l’uva tipica della zona, il Moscato bianco, con risultati eccellenti. A Gancia va dato il merito di essere riuscito a bloccare la fermentazione delle uve dolci ottenendo un prodotto ancora dolce e poco alcolico che a quel tempo venne denominato Moscato Champagne.

Ruolo determinante nella storia dell’Asti è quello di Federico Martinotti che ha creato nel 1895 il metodo omonimo per la produzione dei vini spumanti, diventato poi il metodo di produzione della maggior parte degli spumanti nel mondo, ideato proprio per supportare le aziende nella produzione di Asti spumante.

Oggi sono 51 i comuni coinvolti nelle provincie di Asti, Alessandria e Cuneo che rientrano nel perimetro del disciplinare di produzione dei marchi Asti, Cannelli e Strevi per una molteplicità ed una ricchezza senza paragoni.  Sono le aziende del territorio che fanno parte del Consorzio, custodi di storie di uomini, filosofie e segreti produttivi unici e irripetibili. Questa è la grandezza che si nasconde dietro ad ogni bottiglia di Asti Spumante e Moscato d’Asti. La filiera dell’Asti si rivolge oggi ad una platea di oltre 3500 utenti divisi tra case spumantiere, aziende viticole, aziende vitivinicole, aziende vinificatrici cantine cooperative e altri soggetti coinvolti. Con una produzione annuale intorno ai 100 milioni di bottiglie di cui circa il 90% della produzione viene esportata all’estero.

Il comparto produttivo dell’Asti, peraltro, incide virtuosamente sul territorio d’origine. Dal 2014, infatti, il sistema Asti  – assieme alla cittadina di Canelli – fa parte del Paesaggio Unesco “Langhe-Roero e Monferrato”.

Aziende associate: 1300 – Filiera: > 3500 utenti – Volumi prodotti: > Em 400 (2023) – Dipendenti: 15 (2025) – Sedi: Asti (AT) – Credem: Cliente CEA Torino